Rimarcando l’assunto che rimane un robot fichissimo con tanto di balestra, testa di leone vomitante spada fiammeggiante, combinabile e (una volta tanto) non pilotato da 5 stereotipi coglioni. Sorvolando sulla mascherina da scambista e che ancora non mi spiego cosa c’azzecchi la croce moschettiera di D’Artagnan. Daltanious (Darutanias in giappo e da qui l’assonanza) è frizzante e fruibile anche a 34 anni di distanza (1981 in Italia). Carico di ‘What a twist’, pur rispettando i canoni classici dello scontro tra civiltà interplanetarie, introduce la figura interessante del Kagemusha (guardatevi Wikipedia). Nella fattispecie cloni biodroidi atti a pezzi di ricambio usa e getta che l’illuminata civiltà di Helios (i ‘buoni’ della cumpa) creano e sfruttano a beneficio dell’aristocrazia. Poi a questi gli girano e si ribellano eccetera. Quindi: buoni un po’ pezzi di mota, cattivi ma con lo scusone, insomma toni di grigio che aiutano molto lo scoppiettio sul finale.
Consigliato agli amanti delle lame boomerang.
7/10 TOTAL RECALL POINT
17 febbraio 2017
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento