19 marzo 2014

Any Given Day – rigurgiti cerebrali incontrollabili 1 "MONDAY BLOODY MONDAY"

03.03.2014

Tutto quello che di solito è destinato per inedia e scarsa volontà a non avere un finale come diete o addii al tabagismo. Tutto quello che mi richiede impegno, fatica e abnegazione. Tutto questo solitamente comincia di lunedì. Un lunedì qualunque come oggi.
L’altare sul quale immolo la mia libertà in cambio di milletrecentosessanta euro al mese è di laminato grigio, mi arriva allo sterno togliendomi il respiro e sostiene un LENOVO Thinkpad T61® collegato ad uno schermo 16:9 ASUS® da 17 pollici. Telefono fisso CISCO System (rigorosamente VOIP che il risparmio è legge) e una galassia scarabocchiata di Post it® ad imbottire di giallo l’alveo tanto caro. Otto ore al giorno. Ogni giorno.
Annunciati dal bip della porta che si apre, entrano in campo ad intervalli regolari gli atleti della rodata formazione:
Rashid;
Cerignola;
Ernia;
lo Spockioso e
Mauro.
Tutti sbiascicanti un “bngiorn…” con le vocali perse; che al mattino le vocali sono faticose.
Tutti tranne Ernia che quando arriva al lavoro ha sempre la carica di chi è fuggito da un campo di concentramento senza passare dal camino. Li guardo negli occhi uno per uno.
Guardo spesso le persone negli occhi senza farmi notare. Così, nella speranza che stiano peggio di me. Li guardo e mi ricordo di un sacchetto Cuki Gelo che avevo da bambino, pieno di biglie di vetro. Stessa espressività.

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