17 febbraio 2017

Ruy, il piccolo Cid

Ruy, il piccolo Cid. 1983 (pour l’Italie).
Misconosciuti 26 episodi ove si narra la gioventude di Rodrigo Diaz futuro Conte di Vivar, o come dicevan tutti Ruy (che fa ancora più zingaro del già gitanissimo Rodrigo).
La storia rispetta i canoni della commedia di formazione, seguendo il futuro Lancillotto iberico dalla coraggiosa irriverenza, all’avventure che lo forgeranno come Cid Campeador. Dall’abbandono di madre e fratelli tisici, spediti al mare per respirare aria iodata (e Ruy a casa col padre). Alla partenza del babbo, militare di carriera, richiamato in servizio dal proprio re (e Ruy spedito in monastero).
Al che all’imberbe Rodrigo iniziano (oltre che a schioccare le nacchere) a mancare alcuni riferimenti formativi base e nonostante l’innata impavidità le sue gesta vengon prese sempre a marachella.
Dal far dormire un ciuco in chiesa (capirai uno più uno meno) fino allo sfanculare il monastero per darsi al globetrotting cavalleresco in giro per la Castiglia (lo vediamo nell’immagine di repertorio mentre cavalca il priore).
Prodotto indubbiamente per bambini under 10, conserva una dinamicità nelle situazioni che lo rende un piacevole e stimolante esponente di quel genere, oggidì tristemente dimenticato, che è l’epica cavalleresca.

Consigliato a quei bambini per cui ogni bastone diventa spada.

6/10 TOTAL RECALL POINT

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