- Aaaaahhh il Cinema! L’alchimista sapiente che miscela due tra le sensazioni che prediligo: la finzione scenica e il buio -
- Ci vai spesso? -
- Assolutamente mai -
- In che senso? -
- Nel senso che questo mio amato è purtroppo vittima della più devastante pandemia a memoria d’uomo: l’Uomo appunto.
E le declinazioni che ne assume in sala:
IL RUMINANTE: l’affetto da fame atavica. Non concepisce spettacolo se non arrangiato dal bordone di mascelle in movimento. Afflitto dal patema della scarsità di provviste per il Ruminante non esistono fustini di popcorn troppo grandi, soltanto porta bibite troppo stretti. È una macina inesorabile che siede, apparecchia e attacca armonizzando l’apertura dei sacchetti alla dinamica del girato. Con orgoglio sincronizza il crepitio più disturbante della busta più rumorosa al più sublime pathos. Ogni volta m’auguro il prossimo crepitio sia quello delle arterie che lo salutano.
IL RITARDANTE: è il principe dell’Arrivo Quando Voglio Che Tanto M’aspettano. E c’ha pure ragione in sto maledetto paese tutela idioti. ‘Attendiamo qualche istante chi manca, i Signori in sala possono ottimizzare questo tempo ponderando quanto siate minchia a presentarvi puntuali’.
Ed ecco lo splendido. Cinque, dieci minuti di ritardo (non solo temporale). Entra con la faccia del ‘tranqui eccomi, possiamo cominciare’. Tante cinquine, ma tante cinquine che il commercialista mi fa ‘spè spè che mi sto perdendo’.
IL SUSSURRO: convinto di emettere ultrasuoni il Sussurro salmodia un brusio costante di opinioni irrinunciabili e irrimandabili soffiate con la mano a conchetta davanti alla bocca. Baluardo insormontabile per le onde sonore. Dotato del buffer di un 286 e fiducioso d’un superpotere che gli permette di parlare senza essere udito non concepisce il listare gli argomenti da enunciare una volta terminata la proiezione. E’ un vincente da tutto e subito. Tanto chi vuoi mai lo senta in una sala strutturata per l’espansione del suono, buia e piena di gente concentrata?
IL LAMPO: l’altro
scienziato dai superpoteri. In grado di accendere e spegnere lo schermo del
cellulare così velocemente da non impressionare le retine. Così indispensabile
al corso degli umani eventi che gli è d’obbligo non distaccarsi dal social per
più di quindici minuti. Colui a cui auguro un attacco epilettico ad ogni lampo che
balena nell’oscurità.
LO SCATTISTA: quando (secondo
lui) il film è da considerarsi ragionevolmente concluso, al primo nero sullo
schermo scatta in piedi ritto come in barriera. E ancora nella semi oscurità guarda
di recuperare le sue misere cose. Titoli di coda? Scene aggiuntive? Colonna
sonora? Non hanno valore per colui che si muove così rapidamente. Per chi ha la
missione vitale di iniziare più velocemente possibile la prossima cosa che
dovrà non capire.
L’OSPITE: è il titano
della sventura. Il colosso dell’ego che non ne conosce il significato. Lui sta
a casa sua quindi arriva quando arriva e siede dove gli pare. Le indicazioni
sul biglietto sono roba del cinema.. non interessano. Se il titolare avesse poi
l’ardire d’una spiegazione del concetto di prenotazione l’Ospite si sposterebbe
lesto, per quel senso di fastidio che gli provoca il cervello quando stimolato.
Ma sottolineando il munifico gesto con manifesta sufficienza.
Accampatosi peggio del
Ruminante, tolte le scarpe armeggia con lo smartphone fino alla prima battuta pronunciata.
Se fosse un film muto guarderebbe facebook per tutta la durata senza darsene.
Che comunque trailer e titoli di testa non sono parte dell’intrattenimento. Il
52 pollici che ancora chiama telefonino non si silenzia né tantomeno si spegne
anzi. Se squilla risponde pure il bastardo, poiché lui sta a casa sua. Commentatore
infallibile ma più epigrafico del Sussurro, le sue verità vanno assunte come dogmi
imprescindibili. Questo compendio dell’esecrabile comportamentale altro non può
fare che ardere nel Sole.Però il Cinema mi piace.


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