27 novembre 2018

Starzinger

L’incipit è semplice: il Grande Pianeta al centro dell’universo non distribuisce più equamente l’Energia Galattica e le provincie iniziano a degenerare (gridando al federalismo).
Così la Principessa Aurora dagli intensi occhi blu (il blu del vuoto siderale che custodisce in testa) parte alla volta di Roma del Grande Pianeta per ripristinare le cose, a bordo dell’astronave dall’umilissimo nome di ‘Regina del Cosmo’.
Or dunque subito tutti in fila per pigliare a schiaffi Aurora e scongiurare il ritorno della monarchia. Dall’azzurro uomo-pipistrellone con le recchie pelose, al gineceo simil-Mazoniano (di Harlockiana memoria) dominato dalla regina Lacet, con la magrezza e le occhiaie dell’eroina…quella da siringa.
Ma Aurora non è sola. Si porta appresso un pesante ritardo mentale e tre valorosi cyborg.
Jan Coog. Dalla bellezza selvaggia e le basette importanti è un duro, anzi un durone. Infatti è stupido come un sasso e sempre pronto a menar le mani con chiunque. Tanto che la Principessa lo tiene a bada con un diadema che a comando gli stritola il cranio. A dimostrazione che, dove stai stai, una donna sarà sempre in grado di procurarti un doloroso cerchio alla testa.
Don Hakka. Il ciccione bontempone pasticcione che richiama il suo Starbood col disco telefonico sul pancione ancora mi fa sorridere. Ma non per 73 episodi.
Sir Gorgo. Lo scienziato segaligno coi piedi a papera e i computer a nastri forati, che nel 1978 il futuro se ne fotteva dello spreco di carta.
E così, al grido di “Non bisogna uccidere nessuno”, Aurora assiste stolida alla distruzione di colonie e al genocidio di intere razze prima che le candelette si scaldino e le facciano partire il diesel del comprendonio. E nonostante il Giavellotto Astrale e surfare lo Star Crow siano ancora UARRRAAHH!! come una volta, possono poco a carneficina compiuta.
Il maestrissimo Matsumoto con Starzinger reinterpreta il testo ‘Viaggio in Occidente’ enfatizzando la degradazione delle creature che smarriscono la luce del Buddha. E l’impresa eroica atta al ripristino di quella ‘Energia Galattica’ che riporta tutto alla condizione primigenia di quiete. A ben guardare però con la latitanza del Grande Pianeta non tutti sono mutati in forme mostruose. Alcune specie hanno acquisito una coscienza più sviluppata e progredita, altre sono addirittura passate dallo stato vegetale a quello senziente. E questo ripristino coatto pare voler dire: vabbè ‘miei cari inferiori’ vi siete evoluti troppo a minchia. Facciamo che eliminiamo la causa così tornate a involvervi buoni buoni va’.  Forma mentis molto tipica di alcune radicate istituzioni nostrane “Fu*k Evolutionism!”.
L’opera è ancora oggi di buon artigianato. Non si può dire lo stesso per la sceneggiatura che spingendosi oltre i 70 episodi si costringe ad allungare il brodo con dinosauri..fino ad un pianeta di adoratori di Satana. In una space opera? Ma anche no.
Messaggio agli adattatori: adattare la definizione ‘Buco nero’ a ‘Punto nero’ trasforma la magia dell’ignoto nel disgusto del sebo.
7/10 TOTAL RECALL POINT

agevoliamo l'immagine in cui Jan tocca una minna alla principessa:

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