07 marzo 2012

Se Muori Siamo Pari

A conoscermi

sono una persona tranquilla
ma a conoscermi superficialmente, però, tipo nella mezz’ora di chiacchiere, nella pausa crodino, nel facebook ridanciano, davanti alla TV a guardare Scrubs mentre Mucca sogna i gatti. Una persona pacifica, si direbbe.
Poi, a conoscermi bene, si comprende quanto io sia involucro freddo di un nocciolo rovente di rancore. Si comprende dalla valvola, dal sibilo della valvola. E’ talmente acuto che si sentono ululare i cani fuori. Mentre son tutto sorrisi :) :) :)   :)
E odio.

Sono pratico dell’odio. Odio puro, quello senza rete. L’odio che non teme di odiare spaventato dalla scaramanzia, spaventato che gli auguri di cose terribili invocate sull’oggetto del mio odio possano tornarmi in faccia, anche solo in parte, come correnti di riflusso.

Sono esperto dell’odio che ha scavalcato i sensi di colpa, l’analisi critica della colpa, il concetto di condivisione della colpa, l’idea di torto e ragione un po’ e un po’. No: è colpa Sua. Punto.
In ogni caso, attivamente, passivamente, l’Altro ha Torto Definitivo.
Solo se muore siamo pari.

Credo che se non avessi avuto il senso di preziosità di Me e del mio tempo a venire, sarei già nel braccio della morte. Per dire. O morto ammazzato per aver tentato di ammazzare a mia volta.
Se non avessi avuto quell’ultima soglia con inciso “Adesso può continuare in due modi: lasci perdere, dimentichi e pensi alle cose che ami e che amerai, oppure vai con i Dieci Minuti di Mattatoio” ecco, se non avessi avuto questo avvertimento sull’ultima soglia prima dei Dieci Minuti di Mattatoio, oggi non sarei qui a scriverne, a disegnarne.

Disegnare e scrivere m’ha salvato e continua a salvarmi. Tutta la materia ustoria che altrimenti consumerebbe dapprima le mie viscere fino man mano poi agli strati esterni di contenimento, come il nocciolo di un reattore atomico fuori controllo, è mantenuta in equilibrio termico da un circuito di raffreddamento virtuoso e sublimatico: la narrazione e il segno. Le mie storie cattive, crudeli, amare, mi svuotano dalla rabbia e dall’astio e mi donano temporanei sonno e refrigerio. A volte addirittura sono curative e non lenitive: posso arrivare a dimenticare un torto, a non covare vendetta. Quasi.

Persiste una scoria tiepida in uno scrigno: il desiderio di vederti morto.
E la certezza che succederà. Un credito in pegno dalla malasorte tua.
Mi devi di crepare male. Io Aspetto.
Mentre chiacchiero aspetto.
Durante l’aperitivo aspetto.
Scrivo il mio status e aspetto.
Poi saremo pari.
Per questo sorrido.
:) :) :)

Sentili. Cani di merda

Ecco: questa è l'introduzione che avrei sempre voluto scrivere io per Me.
Ma che invece ha infilato Makkox in testa al suo 'se muori siamo pari'.
Livore e rispetto.

1 commento:

saraZ ha detto...

dalle prime righe poteva essere tranquillamente opera tua.
love yah, satana :)