22 maggio 2013

overdosi

‘Ummm... Prendi un drogato d’eroina.
Un drogato d’eroina ogni volta che si fa è sicuro non ci saranno ulteriori altezze raggiungibili, giusto?!’
“Boh, non sono una drogata, mi fido”.
‘Brava fidati. Ora, fino all’attimo prima che lo stantuffo magico corra verso la sua vena è assolutamente consapevole della dose successiva, quando quei precisi milligrammi non saranno un obolo sufficiente a trasportarlo fino quel punto dello spazio. Ne occorrerà di più, ne vorrà di più e avendolo se lo sparerà lesto godendosi l’attimo prima di ritornare e volerne ancora’.
“Penso di essermi persa”.
‘In sintesi sei come l’eroina: ogni gesto che fai mi rende felice e innalza gli ormoni sempre più verso l’eterea soglia dell’overdose. Io questo lo so e bramo comunque il prossimo gesto, la successiva attenzione, la dose fino al punto di non ritorno. Quando gli occhi si ribalteranno a guardarmi il cervello e strafatto di aspettative t’attaccherò al muro cercando chessò... di baciarti in bocca o cacciarti una mano tra le cosce’.
“Ma io sono affettuosa con te perché siamo amici”.
‘L’amicizia tra uomo e donna è una cazzata, prima o poi uno dei due penserà di portarsi a letto l’altro. Sempre’.
“Ma io non voglio portarti a letto!”
‘Ed è qui che nasce il mio problema’.

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