20 marzo 2014

Any Given Day – rigurgiti cerebrali incontrollabili 4 "FLATLAND"

06.03.2014

Sono le 07.25 di un mattino dove cotone sporcato di grafite è andato a sostituire il cielo azzurro di ieri. “Per fortuna è tornato normale” penso. Sono così disabituato al sereno che tutto quel ceruleo m’aveva dato uno spasmo agorafobico.
Caterina sposta nervosa le sue belle mani tra sterzo, radio, cambio, capelli, cambio, radio e sterzo. E’ silenziosa e guarda la strada sfrecciare alla velocità di curvatura cui è solita spingere la più famosa quattro ruote germanica. Rashid ‘riposa gli occhi’ come sostiene ogni volta che cade preda di quello stato mentale in bilico tra la fase REM cronicizzata e il coma vegetativo.
E’ usanza che io stia dietro, come i bimbi speciali, a guardare la pianura schizzare oltre le mie orecchie. Poggiando il dito a metà del finestrino scopro che nulla; nessun elemento nel profilo del paesaggio supererà mai quella linea immaginaria che sto tracciando tra vetro e aria. Questo è l’incantesimo della bassa. Dove tutto e talmente piatto che le avventure a Flatland hanno molto più spessore.
Arrivati al lavoro la mia unica speme è di poter trascorrere la giornata traslucido ed impalpabile.
Ma la Cicogna del Devonshire è vigile e attende sorridente. Il sopracciglio mi s’inarca Dwayne Johnson. “Tranquillo...” dice la Cicogna del Devonshire agitando un plico di fogli. “...è un lavoro che ti porterà via una mezza giornata”. Ho sentito la vita scivolarmi dalle dita alla velocità dei gettoni di un jackpot.

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