17 aprile 2014

Any Given Day – rigurgiti cerebrali incontrollabili 9 "TUAILAIT SON"

17.04.2014

Che lo sappiamo tutti che l’universo mondo è pieno di cose strane. Alcune spaventose, altre sconcertanti, altre ancora semplicemente strane. Tutto dipende dal giudizio personale dell’osservatore, dalla sua forma mentis e dal livello di stranezza a cui ha allenato la propria esistenza.
Parlavo qualche giorno addietro con un tale mio conoscente, che chiamerò per puro gusto di immedesimazione Tancredi (a voglia essercene di Tancredi, un nome che pare un cognome).
Anzi chiamiamolo proprio Tancredi Tancredi.
Tancredi Tancredi: segaligno e riccioluto portatore di tascapane parla raramente, ma come gran parte degli afasici quando lo fa è perché ha qualcosa da dire.
Come se comprimesse tutte le parole in bocca aumentandone la densità di significato per centimetro quadrato, e rilasciandole come un Air Bazooka© di epigraficità.
Parlavo con Tancredi Tancredi di fobie e paure. E dopo l’elenco delle scontate (io ho il terrore dei ragni), nel momento di silenzio che donavo al mondo ristorandomi la bocca con un sorso di Laphroaig, ecco l’apertura:
“Io avrei paura di trovare una gallina in casa”.
Ora. Personalmente vado fiero della proprietà magnetica di attirare a me casi umani e border line. Un grande potere da cui derivano grandi responsabilità.
Ma a volte fatico.
“Sviluppa” gli intimo.
Affaticato dal suo stesso afflato e contrariato di dover aggiungere altro a quello che a parer suo era già lapalissiano, sviluppa.
“Considera un contesto piuttosto urbanizzato come il nostro: no campagna, no montagna. Niente bestie razzolanti, brade o incontrollate.
Al mattino esci di casa chiudendo a doppia mandata. Finestre sigillate che qua piove quando meno te l’aspetti e tutto il corollario di finte sicurezze con cui inchiavardiamo le nostre esistenze e proprietà. Ci sei?”.
Annuisco.
“Bene” continua TT.
“La sera rientri a casa, giri due volte la chiave in senso contrario apri la porta accendi la luce con gli automatismi di tutti, poi guardi verso il basso e vedi una gallina.
Li, ferma, che ti osserva con quegli occhietti gialli.
Da gelarti il sangue!”

Silenzio.
Lo fissavo come Pippo guarda Topolino.
In attesa del resto della storia, di una spiegazione o quantomeno della morale.
Nulla.
Con lo sguardo di chi aveva capito che non avrei compreso nemmeno a spiegarmela, Tancredi Tancredi buttò giù il rimanente della sua Tassoni© e si alzò andando a giocare a flipper.

Solo qualche ora dopo ci sono arrivato.
L’imponderabile.
L’imprevedibile.
Di questo Tancredi Tancredi aveva paura.
Ognuno è in grado di addestrare corpo e mente per prepararsi o quantomeno rassegnarsi a tutto ciò che ti può accadere.
Ma nessuno è mai preparato all’indeterminabile, nemmeno il Dottor Who.
Non appena pervenuto a questa epifania l’sms inviato a TT citava: “Horror Vacui”.
Volevo sapesse sarebbe valsa la pena di scegliere ancora me prima del flipper.
Rispose con un sms vuoto.
Benedetto Air Bazooka

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