09.04.2014
Il rocciatore dalle mani delicate era alto alto alto.
Con quelle vocione che hanno le persone alte alte alte.
Con quel tono glottoso nelle parole che rimbalzano di parete in parete come palle di gomma, prima d’uscire fuori dal buco della bocca.
Il rocciatore dalle mani delicate era un asso nell’ordinare parole tecniche su papiri inteminabili di giustificativi di carta.
Un totale disastro nel coordinare quelle braccia lunghe lunghe lunghe per qualsiasi cosa non fosse battere su una tastiera.
Il rocciatore dalle mani delicate faticava a vivere nel mondo orizzontale.
Così nei weekend, per quella sua natura alta alta alta di creatura montana, si muoveva in verticale. Misurando il valore dei luoghi dal loro stare zitti
Piantava le dita sporche di gesso nella pietra dolomitica e secolare, ma dal lunedì al venerdì metteva i guanti se doveva usare il detersivo. Per le sue mani delicate di rocciatore.
Non si poteva non prenderlo in giro,
era divertente, non c’era cattiveria, era il modo per dimostrare il bene.
Perché Pippo non lo abbracci, lo sfotti per le vaccate che fa dandogli una pacca su quelle spalle alte alte alte.
Stammi bene rocciatore.
09 aprile 2014
Any Given Day – rigurgiti cerebrali incontrollabili 8 "VERTICAL LIMIT"
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