Con l’assurda convinzione che i bambini non fossero in grado d’intendere il contesto se non spiegato da voci fuori campo o dialoghi interiori assolutamente inesistenti e irritanti.
La narrazione giapponese conferisce la medesima importanza tanto ai PIENI quanto ai VUOTI.
Nell’animazione ben fatta il dialogo è spesso solo corollario.
E l’animazione di Takahata e Miyazaki è Animazione ben fatta.
Questa è un’opera di eccelsa qualità, gentile e avvincente.
Di fatto non raccontando nulla di particolarmente avventuroso se non il quotidiano di un’orfanella sballottata tra contesti sociali e il suo amore per le Montagne. Nessuno sproposito di lacrime e drammi tipico delle opere di formazione coeve. Una storia di personaggi semplici, funzionali e tutto sommato credibili.
Adelaide, o come dicevan quasi tutti Heidi, è un rubicondo marshmallows di 4 anni con l’elasticità mentale tipica del porfido. Si evince infatti maggior disponibilità al compromesso in un dialogo col cane Nebbia che non con una Heidi convinta di qualsivoglia concetto. E Nebbia è un san bernardo che si nutre di lumache.
Il pastorello Peter dorme, mangia e va al pascolo dove dorme, mangia e torna dal pascolo per mangiare, dormire…chi non vorrebbe essere Peter!?
La dolce Clara. L’angioletto azzurro e biondo sulla sedia a rotelle. Si scopre sul finale non essere paraplegica ma soltanto incredibilmente pigra. Il deficit di calci nel culo e l’accondiscendenza della famiglia l’hanno portata al non camminare. Tipo paralitica per inedia. Un’estate in montagna e Hop! Tutti in piedi. Da noi si chiamano falsi invalidi.
Era mia sincera intenzione approcciare la Signora Rottenmeier con l’intento di sfatare il costrutto mnemonico che tutti abbiamo di lei. Giustificarne il comportamento ipercritico contestualizzandolo a ruolo e periodo storico. Illuminarne il livore verso Adelaide (così chiama Heidi) di una luce pedagogica, obsoleta ma pur sempre educativa.
In conclusione è semplicemente una ottusa puttana cattiva come ricordavamo.
Fondali, animazioni, design dei personaggi, colori. Siamo a livelli altissimi in quel lontano 1974 e tuttora ottimi anche per questo 2018 dove la riedizione in computer grafica fa sanguinare orrore da tutti gli orifizi.
Heidi è come sedersi sulle Dolomiti a guardar trascorrere le stagioni. È pur vero che non succederanno grandi cose, ma sarà comunque piacevole.
8.5/10 TOTAL RECALL POINT


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