27 novembre 2018

La balena Giuseppina

È difficile parlare bene di un soggetto quando le 25 persone che se ne rammentano son già lì, divise tra sopraccigli alla The Rock e ravanate di bassoventre. Spezzo una lancia a favore di questa serie che non obietto essere poco allegra, ma se contestualizzata potrebbe sganciarsi dall’archetipo ‘rasoiata sui polsi’ che si è guadagnata. Del resto trattasi di soggetto  dal romanzo ‘Adiós, Josefina!’ di José María Sánchez Silva. Stesso autore di quel ‘Marcellino pane e vino’ dove nel finale Gesù accoppa Marcellino reo di non aver ponderato bene la richiesta di rivedere la madre…morta.
Qui almeno il giovane Choppy Costa non muore (anche se con quel nome lo desidera forte) ma rimane un introverso bambino di Madrid vittima del freddo isolamento alto borghese, che si rifugia in un amico immaginario. Una balena verde in grado di parlare, volare e cambiare dimensioni a piacere. Giuseppina appunto.
Le fantastiche avventure vissute insieme non hanno nulla da invidiare a quelle oniriche di un Little Nemo, con spunti visionari interessanti purtroppo azzoppati da una cura del disegno e dell’animazione non sempre costante e coerente.

Il buon J. M. S. Silva non si esime nemmeno stavolta dall’esigere il suo tributo di morte e a farne le spese è la nonna di Choppy (manco a dirlo l’unica in famiglia che se lo filava). Ed anche in questo caso il bambino cade nel madornale errore di voler rivedere la vecchina…morta. Fortuna vuole lo chieda a Giuseppina e non a Gesù. Caricato Choppy sul dorso si parte all’avventura attraverso paradiso e inferno (che Dante lo scambiava subito a Virgilio per una balena volante) per salvare l’anima della pacata nonnina. Trovandosi ad affrontare sciami di demoni e Satana stesso, tutti ingrifati dall’anima della vecchia.
Se si riesce (con un po’ di sforzo) ad ignorare la pedante pedagogia cristiana che pervade un po’ tutta la serie, rimane di fatto una storia di formazione e normale disagio infantile. Non ve ne consiglio la visione (la fatica l’ho fatta io per tutti và!) ma volevo stemperare quel costrutto di sfiga unanimemente appioppato al povero cetaceo, più per menomato ricordo che per effettiva colpa.
Ed ora ascoltatevi la sigla finale e il suo devastante tonnellaggio di malinconia.
4.5/10 TOTAL RECALL POINT

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