Oggi come oggi avremmo condiviso la sua giornata sui social in un tronfio tripudio di psicanalisi da mercato ortofrutticolo. A chi la Colpa? Chi i Responsabili? I genitori assenteisti impegnati a spaccarsi la schiena nelle campagne norrene dove la terra è dura come ghiaccio e il sole una grazia dalle ore contate? Un complotto degli stessi animali atto a provocare la reazione incontrollata del giovine? Perché le bestie non hanno tentato la via del dialogo?
Ma nella Svezia del 1906 l’opinione pubblica pare non avesse ancora la merda nella testa e Nils era soltanto un piccolo bastardo. Un arrogante Franti lebensborn molestatore di animali.
Commette però l’errore di far girare le balle ad un coboldo intento alla toletta nella fontanella dell’aia. Lo gnomo domestico, piuttosto permaloso, prima rimpicciolisce il bambino alle dimensioni d’una bottiglietta d’acqua e poi abbandona la casa degli Holgersson portando con sé la buona sorte.
E qui al padre di Nils si insinua il dubbio che se lo fosse strozzato lui il tacchino forse…
Ora il piccolo (de jure e de facto) Holgersson si trova da bullo a bulleggiato. Decide quindi di fuggire accollandosi al collo dell’oca domestica Martin, che in un impeto di ribellione adolescenziale ochesca s’aggrega ad uno stormo in migrazione. Tipo ‘Ciao Mà, vado in Erasmus che torno cresciuto’.
Li accompagna il fedele Carrot: criceto/coscienza/grillo parlante d’un Pinocchio scandinavo in legno chiaro.
Iniziano 52 episodi di pura avventura ecologico-formativa. Invasioni di topi, antichi castelli e volpi infide, aquile col padre oca, Oktoberfest di animali. Pare avvincente vero?
Invece no. Invece il ritmo è così lento e adattamento e dialoghi così inadeguati che con il latte alle ginocchia ci ho fatto merenda. Per aumentare il senso di fastidio il tappeto sonoro originale si interrompe ad ogni battuta doppiata; che un master a 2 piste la RAI non se lo poteva permettere.
Produzione crucco-giapponese, risposta dello studio Pierrot ai World Masterpiece Theater della Nippon Animation. Characters design e animazioni sono comunque di buon livello. Musiche di sottofondo totalmente anonime. Risplende invece (Albertelli/Tempera rules!) la sigla italiana, arrangiamento ballad d’una riconoscibilissima ‘I was made for lovin' you’ dei truccatissimi Kiss.
5/10 TOTAL RECALL POINT


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